Scultore

Lorenzo Martinoli

“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. Il ferro e il fuoco sono il cuore del mio lavoro, l’antica fucina a carbone e la creatività del tempo moderno si fondono per creare nuove espressioni artistiche.”

Nelle sculture, che spesso si presentano come bozzetti preparatori di sviluppi in grandi dimensioni, la forza e la pesantezza del ferro sono superate da forme stilizzate, e spesso filiformi, che anche nelle imponenti riproduzioni mantengono la loro leggerezza. Grosse lastre di ferro cambiano di forma, si modificano e diventano sinuosi corpi di donna o affusolati acrobati… Il ferro è per lo più lasciato grezzo, dove le impurità e le imperfezione diventano parte integrante dell’opera e la rendono unica. Solo in alcuni casi si decide la cromatura. Ed ecco che la ruvidezza lascia il posto ad una superficie liscia e levigata. La luce riflessa crea un gioco di ombre e riverberi che modificano la visione dell’opera in base al punto di vista. Lorenzo Martinoli, scultore nella sua fucina a carbone attiva dal 1874, vanta inoltre importanti sculture tra le quali:

“Arturo, Il Cavallo”: opera attualmente attualmente esposto presso il Castello di Somma Lombardo (VA) – 2024, realizzata con ferro tubolare quadrato da 20 x 20 mm per la struttura esterna, sagome in lamiera da 20 dm per il cavallo e fili di nylon. Frontalmente e dalla giusta distanza è possibile osservare una figura tridimensionale… Unico modo per vedere Arturo, il cavallo.

“Scultura in omaggio a Michele Alboreto”: esposta al circuito di Monza, l’opera simboleggia il dinamismo e la passione del campione, incarnando l’essenza della competizione su pista e il ricordo di una leggenda dell’automobilismo.

“Dafne”: non una fedele riproduzione, ma una moderna rivisitazione dell’Apollo e Dafne del Bernini. Realizzata in lamiera sbalzata a caldo da 6 mm e rivestita con un velo di tombacco, che in un pezzo unico parte dai piedi sotto forma di radici, si evolve in mantello per finire in capelli al vento. Lo studio dell’opera è iniziato in Galleria Borghese a Roma, dove armati di guanti in lattice e grande attenzione si sono prese misure e proporzioni della scultura originale. Oggi si trova in una villa privata di Parigi.

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